16 Ottobre 2025
Il numero di dipendenti pubblici in servizio ha toccato nel 2024 il picco massimo dell'ultimo decennio, arrivando a 3.373.682 unità. Le proiezioni indicano che entro la fine del 2025 verrà superata la soglia dei 3,4 milioni di addetti.
Il traino: A guidare l'espansione del personale sono stati soprattutto i comparti Istruzione e Ricerca e Sanità, che insieme rappresentano il 60% della forza lavoro.
Il gap: Nonostante l'incremento generale, settori chiave come le Funzioni Centrali e le Funzioni Locali sono ancora lontani dai livelli occupazionali di dieci anni fa (-17,9% e -13,1% rispettivamente).
Trend positivo: Il tasso di turn over nel 2023 è stato positivo (+1,7%) e l'età media del personale è scesa a 48,9 anni.
Le retribuzioni medie lorde complessive nella PA hanno raggiunto quota 39.890 euro nel 2023.
Aumento decennale: Negli ultimi dieci anni, gli stipendi nel pubblico impiego hanno fatto un balzo del 16%.
Confronto con l'inflazione: Tale crescita retributiva, tuttavia, non è riuscita a coprire l'aumento dei prezzi, che nello stesso periodo è stato del 19%.
Nel confronto con il settore privato, la retribuzione media lorda giornaliera nella PA (124 euro) è superiore a quella del privato (96,14 euro), ma inferiore rispetto ai settori privati ad alto valore aggiunto (come immobiliare, finanza e assicurazioni).
Nel panorama europeo, l'Italia continua a posizionarsi tra i Paesi con il minor numero di dipendenti pubblici in relazione alla popolazione (5,6 ogni 100 abitanti, contro gli 8,5 del Regno Unito). Anche la spesa pro capite per dipendente pubblico è tra le più basse d'Europa.
Il 2023 si è concluso con oltre 248.000 nuovi ingressi, a fronte di 192.640 cessazioni. Tra gennaio 2024 e metà aprile 2025, i bandi di reclutamento hanno riguardato oltre 406.000 posizioni. I profili più ricercati restano quelli tradizionali ("amministrativo-contabile"), ma sono in crescita le richieste di tecnici per la trasformazione digitale.
Secondo FPA, è cruciale proseguire nel percorso di assunzioni per far fronte alle future e massicce uscite di personale dovute ai limiti di età.
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