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CONCESSIONI BALNEARI: L'ODISSEA INFINITA TRA PROROGHE E DIRITTO EUROPEO

La questione delle concessioni balneari si presenta come un intricato labirinto, dove proroghe, normative comunitarie e interessi locali si intrecciano in un groviglio di difficile districabilità.

   24 Febbraio 2025

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Concessioni balneari: l'odissea infinita tra proroghe e diritto europeo

Nel panorama legislativo italiano, la questione delle concessioni balneari si presenta come un intricato labirinto, dove proroghe, normative comunitarie e interessi locali si intrecciano in un groviglio di difficile districabilità. Il recente D.L. n. 131/2024, convertito con modifiche nella Legge n. 166/2024, rappresenta l'ennesimo capitolo di questa saga, con un intervento che, sotto le mentite spoglie dell'adeguamento al diritto europeo, sembra piuttosto mirare a eludere le prescrizioni comunitarie.

Un decreto per "salvare" le infrazioni (e le concessioni)

Il decreto, auto-definito "attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione Europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano", nasce dall'esigenza di evitare sanzioni pecuniarie e prevenire l'apertura di nuove procedure di infrazione. Tuttavia, la sua applicazione al settore balneare rivela una strategia ambigua, tesa a prorogare ulteriormente le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, posticipandone la scadenza al 30 settembre 2027.

La proroga "automatica" e quella "tecnica"

La proroga, definita "automatica", sposta di fatto il termine ultimo per l'espletamento delle nuove procedure di gara al 30 settembre 2027. Ma non è tutto. Il decreto prevede anche una "proroga tecnica", consentendo un ulteriore rinvio, fino al 31 marzo 2028, in presenza di "ragioni oggettive" che impediscano la conclusione delle procedure selettive.

Procedure di affidamento: una corsa contro il tempo

La nuova normativa disciplina anche le procedure di affidamento delle concessioni, imponendo l'avvio delle stesse almeno sei mesi prima della scadenza. Tuttavia, in sede di prima applicazione, tale termine viene ridotto a tre mesi, con il rischio di compromettere la trasparenza e la correttezza delle procedure.

Bandi di gara: un contenuto minimo da rispettare

I bandi di gara, pubblicati sui siti internet istituzionali e sulla Gazzetta Ufficiale, devono contenere una serie di informazioni minime, tra cui l'oggetto e la finalità della concessione, il valore degli investimenti, la durata, il canone, i requisiti di partecipazione e i criteri di aggiudicazione.

Durata delle concessioni: un elemento da chiarire

La durata delle concessioni, fissata tra un minimo di 5 e un massimo di 20 anni, suscita perplessità, in quanto dovrebbe essere definita a priori nel bando di gara, e non a posteriori in base al piano economico-finanziario dell'aggiudicatario.

Criteri di valutazione: una lista dettagliata

I criteri di valutazione delle offerte sono numerosi e variegati, spaziando dall'importo offerto alla qualità dei servizi, dalla qualità degli impianti all'esperienza tecnica e professionale dell'offerente.

Opere preesistenti e indennizzi: un nodo da sciogliere

In caso di avvicendamento tra concessionari, il concessionario uscente ha diritto a un indennizzo per le opere non amovibili realizzate sul suolo demaniale. L'importo dell'indennizzo è pari al valore degli investimenti realizzati e non ancora ammortizzati, maggiorato di una "equa remunerazione" per gli investimenti effettuati negli ultimi 5 anni.

Canoni: un aggiornamento in vista

I canoni per le concessioni lacuali e fluviali saranno aggiornati con decreto del MIT, tenendo conto del pregio naturale e della redditività delle aree, nonché dell'utilizzo per attività sportive, sociali e culturali.

Considerazioni finali: un'occasione persa?

L'ennesima proroga delle concessioni balneari solleva dubbi sulla sua conformità al diritto europeo e sulla sua efficacia nel risolvere definitivamente la questione. La Commissione europea, infatti, non ha ancora chiuso la procedura di infrazione, rimanendo in attesa dell'avvio delle procedure di gara.

L'auspicio è che il nostro Paese possa finalmente trovare una soluzione definitiva a questa annosa questione, nel rispetto del diritto europeo e degli interessi di tutti i soggetti coinvolti.



   ELENA SICILIANO

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