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LA MANOVRA E IL TFS DEGLI STATALI: VERSO UNA "MINI-RIFORMA" CHE NON RISOLVE IL NODO LIQUIDAZIONE

La questione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) per i dipendenti pubblici torna al centro del dibattito, con la Legge di Bilancio (Manovra) che mira a intervenire sulla problematica dei lunghi tempi di attesa per l'erogazione della liquidazione. Nonostante l'urgenza sollevata anche dalla Corte Costituzionale, le misure in discussione sembrano configurarsi come un parziale aggiustamento, non come una riforma strutturale definitiva.

   05 Novembre 2025

La "Vergogna" dei Tempi di Attesa

Attualmente, per la maggior parte dei dipendenti pubblici che accedono alla pensione (specie con le formule anticipate come Quota 100/103 o dimissioni), il TFS viene liquidato con un ritardo che può arrivare fino a 5 o 7 anni dalla cessazione dal servizio. Questa disparità di trattamento rispetto al settore privato, dove il TFR è erogato entro 45 giorni, è stata più volte definita incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

Cosa Prevede la Mini-Riforma

Le proposte legislative in discussione, anche a seguito dei pronunciamenti della Consulta, mirano a velocizzare l'erogazione della liquidazione:

  • Anticipo della Prima Rata: Si prevede di ridurre il tempo di attesa per la prima rata del TFS. Alcune proposte prevedono l'erogazione a tre mesi dalla cessazione del servizio, rispetto ai 12 o 24 mesi attuali (a seconda della causale di uscita).

  • Aumento degli Importi Anticipati: Sarebbe innalzato l'ammontare degli importi corrisposti con le prime rate. Le proposte prevedono di aumentare la prima rata (in un'unica soluzione) da 50.000 a circa 63.500 euro, e il limite per la seconda rata da 100.000 a circa 127.700 euro.

Le Critiche: Liquidazione Ancora a Rate

Nonostante questi miglioramenti, le misure sono criticate come una "mini-riforma" insufficiente. L'erogazione del TFS per importi superiori ai limiti stabiliti continuerebbe infatti a avvenire in due o tre rate annuali, mantenendo di fatto una dilazione nel tempo e una disparità di trattamento tra pubblico e privato.

I sindacati continuano a chiedere un intervento risolutivo che elimini totalmente il pagamento differito e a rate, restituendo ai lavoratori pubblici il diritto a ricevere la liquidazione in tempi rapidi, come avviene per tutti gli altri.

L'Alternativa dell'Anticipo Bancario

In attesa di una soluzione strutturale definitiva, i dipendenti pubblici continuano a ricorrere all'anticipo del TFS/TFR tramite istituti di credito, un prestito garantito dallo Stato (Fondo di Garanzia INPS) che permette di ottenere in tempi brevi l'importo della liquidazione, seppur con un costo in termini di interessi (anche se talvolta agevolati) e spese accessorie.



   ELENA SICILIANO

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