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PRIMA LEGGE ITALIANA SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COSA PREVEDE E QUALI SONO LE NOVITÀ

L'Italia è diventata il primo Paese europeo a dotarsi di una legge organica sull'intelligenza artificiale (IA)

   19 Settembre 2025
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La normativa italiana si divide in sei Capi:

  • Principi Generali (artt. 1-6): La legge si apre con i principi fondamentali, che mettono al centro la dimensione antropocentrica dell'IA. L'obiettivo è promuovere un uso corretto, trasparente e responsabile, focalizzandosi su innovazione, cybersicurezza, accessibilità e protezione della privacy. I principi cardine includono la centralità della persona, la tutela della dignità e dei diritti fondamentali, l'uguaglianza, la non discriminazione, la sovranità dello Stato, la protezione dei dati personali e la responsabilità lungo l'intero ciclo di vita dei sistemi di IA.

  • Disposizioni Settoriali (artt. 7-18): Vengono regolamentati settori specifici come sanità, lavoro, professioni, pubblica amministrazione, giustizia e cybersicurezza.

  • Strategia Nazionale (artt. 19-24): Si definiscono obiettivi, autorità nazionali per l'IA e il sostegno economico. L'articolo 24 affida al Governo una delega di dodici mesi per disciplinare la responsabilità civile e penale.

Coordinamento con l'AI Act Europeo

La legge italiana si pone in stretta coerenza con il REGOLAMENTO UE 2024/1689 (AI Act), che, essendo un regolamento, è direttamente applicabile negli Stati membri. La normativa nazionale si concentra su:

  • Governance: Definisce le autorità di applicazione, i meccanismi di coordinamento e gli spazi di sperimentazione normativa.

  • Profili Penali e Deleghe: Identifica le condotte da seguire e stabilisce le sanzioni per quelle illecite.

  • Attuazione e Vigilanza: Assicura l'attuazione e la vigilanza dell'AI Act a livello nazionale.

Ruolo dei Data Center e delle Autorità

Un punto di rilievo è la soppressione dell'obbligo di localizzazione dei server in Italia per i sistemi di IA a uso pubblico, pur mantenendo l'indicazione di privilegiare, nella scelta dei fornitori, soluzioni che garantiscano l'elaborazione dei dati strategici presso data center nazionali.

Le Autorità nazionali per l'IA sono individuate nell'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) e nell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). L'AgID si occuperà della promozione e dello sviluppo, mentre l'ACN avrà un ruolo di vigilanza del mercato con poteri ispettivi e sanzionatori. Queste agenzie opereranno in coordinamento con altre autorità indipendenti, come il Garante per la protezione dei dati personali.

L'IA nei Settori Specifici

  • Pubblica Amministrazione: L'IA viene vista come uno strumento per aumentare l'efficienza e la qualità dei servizi, ma il potere decisionale e la responsabilità rimangono saldamente in capo alla persona.

  • Giustizia: L'IA può supportare l'organizzazione e le attività amministrative, ma non può in alcun modo sostituire il magistrato nella valutazione dei fatti, delle prove e nell'adozione dei provvedimenti.

  • Lavoro: L'uso dell'IA deve mirare a migliorare le condizioni lavorative. I sistemi utilizzati per selezione, valutazione e gestione del personale sono considerati ad alto rischio e devono rispettare criteri di gestione del rischio, qualità dei dati e mitigazione dei bias. Viene inoltre istituito un Osservatorio presso il Ministero del Lavoro per monitorare gli impatti dell'IA.

  • Professioni Intellettuali: I professionisti che usano l'IA come strumento di supporto devono comunicarlo in modo chiaro al cliente e garantire la qualità dei dati, dei modelli e dei risultati.

  • Sanità: La legge apre alla ricerca e alla sperimentazione, bilanciando innovazione per diagnosi e cura con la protezione dei dati sensibili, ribadendo che la decisione finale spetta sempre al professionista medico.

Aspetti Legali e Responsabilità

  • Diritto d'Autore: L'articolo 25 estende la protezione del diritto d'autore alle opere dell'ingegno umano create con l'ausilio dell'IA, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell'autore.

  • Reati e Responsabilità: La legge introduce nuove fattispecie e aggravanti penali. Viene introdotto il reato di diffusione illecita di deepfake e vengono aggiornate le pene per reati come l'aggiotaggio e l'attentato contro i diritti politici, quando commessi tramite l'uso di sistemi di IA. Vengono inoltre fornite deleghe al Governo per definire i criteri di imputazione della responsabilità penale e civile.

Conclusioni

La legge delega italiana rappresenta un passo significativo, ma la sua effettiva efficacia dipenderà dall'utilizzo delle ampie deleghe conferite al Governo. Solo con l'emanazione dei decreti attuativi si avrà un quadro completo della tutela offerta dal legislatore.



   ELENA SICILIANO

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